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mercoledì 12 ottobre 2011

I bucatini di Garibaldi

Avventure storico-gastronomiche di un inglese innamorato dell´Italia

Un valente scrittore e gastronomo inglese ci guida in un viaggio irresistibile alla scoperta delle più genuine tradizioni culinarie del Bel Paese. Black infarcisce il suo percorso attraverso lo Stivale di ricette tipiche, folclore, gustosi aneddoti storici: i saraceni di Sicilia e la granita, Mazzini e le trenette al pesto, gli anarchici livornesi e il caciucco... Un grand tour inedito e piacevolissimo, un inno alla cucina italiana!

Tratta dal libro la ricetta dei "Carciofi alla giudia".

A Roma si trova la varietà grossa e rotonda chiamata "carciofo romanesco", la migliore che si possa utilizzare.

Tenete i carciofi in acqua acidualata fino al momento di cucinarli per evitare che anneriscano, poi sgocciolateli bene e scrollateli per togliere l'acqua. Prendete un carciofo per il gambo e schiacciate ripetutamente il bulbo sul piano di lavoro tenendo il gambo verticale, in modo che i petali del carciofo si aprano a fiore. Una volta che li avete aperti tutti, salateli, pepateli e friggeteli in olio bollente in quantità sufficiente a farli galleggiare. Quando l'esterno è dorato, bagnatevi le mani e spruzzate su di essi qualche goccia di acqua fredda; l'olio scoppietterà e le foglie diventeranno croccanti. Dopo qualche minuto sgocciolateli bene e serviteli ben caldi.

giovedì 4 dicembre 2008

Cucina vegetariana

Di solito non posso mangiarli perché la mia ragazza è vegetariana, e questo praticamente fa di me un vegetariano. (Jules Winnfield in 'Pulp Fiction')

Ristoranti cinesi

Lui: "E che cosa fa per vivere?". Doris: "Lavoro per una ditta che costruisce con l'inganno dei piatti meno profondi per i ristoranti cinesi. (Woody Allen in 'Without Feathers')

martedì 26 agosto 2008

Come so st'olive? So greche!

mercoledì 9 luglio 2008

sabato 23 febbraio 2008

Sacrilegio di Aldo Fabrizi

Oggi se pranza in piedi in ogni sito;
er vecchio tavolino apparecchiato,
che pareva un artare consacrato
nun s'usa più: la prescia l'ha abolito.

'Na vorta er pranzo somijava a un rito,
t'accommodavi pracido e beato,
aprivi la sarvietta de bucato…
un grazie a Cristo e poi… bon appetito!

Nò nun c'è tempo de mettesse a sede,
la gente ha perso la cristianità
e magna senz'amore e senza fede.

E' proprio un sacrilegio: invece io,
quanno me piazzo a sede pe' magnà,
sento ch'esiste veramente Dio!

lunedì 28 gennaio 2008

La dieta di Aldo Fabrizi

Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so' dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure...
me pare un anno e so' du' settimane.

Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe' damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co' la lingua de fòra come un cane.

Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì?

Nun è pe' fà er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campà d'inedia,
mejo morì co' la forchetta in mano!

venerdì 25 gennaio 2008

I gusti di Woody Allen

Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito, morto.
(Woody Allen)

Er primo pasto - di Aldo Fabrizi

Quanno mi madre me stacco’ dar petto
e me se presento’ cor semmolino,
buttai per aria tazza e cucchiarino
creando er primo caso de “riggetto”.

Ormai non me sentivo piu’ pupetto,
pe’ via ch’avevo messo gia’ un dentino,
provo’ a ridamme er latte… genuino,
ma protestai co’ un minimozzichetto.

Lei fece un urlo senza intenne er dramma,
ma come la potevo contesta’
si ancora nun dicevo manco mamma?

Mi padre disse: “Soffre de nervetti”.
E quieto quieto comincio’ a magna
‘n’insalatiera piena de spaghetti.